6.3.13

Non sono un Tom


Frequentavo un rinsecchito asilo cittadino e avevo una massa informe di ricci neri e  un sogno: essere bionda con soffici capelli setosi legati da lucenti nastri rosa in due melliflui codini, come le bimbe dalla gonna svolazzanti e  camicina bianca che  vedevo alla messa della domenica.
fonte: community.livejournal.com

Ma assomigliavo ad un bimbo, ero mingherlina, portavo i capelli corti,  le scarpette da ginnastica Diadora e avrei voluto urlare "Non sono ciò che pensate! Non vesto di rosa, non ho i lunghi capelli intrecciati, ma sono anche io una principessa", ma sembravo un funghetto  tra i fiori. 
Un giorno di ottobre la maestra decise di far ricamare alle mamme il nostro nome sul bavaglino.
Mia madre,  ricamò il breve nome del mio giovane fratello, così l'oggetto  avrebbe avuto più tempo per logorarsi e soddisfare la sua funzione.

Affrontai timidamente gli altri bimbi,  con un bavaglino che recava la scritta TOM ricamata con pesante filo rosso 

Quando mi sedetti a tavola, le compagne bionde cominciarono a ridere e io a  mordermi le guance a osservare la punta delle mie Diadora.

"Ti chiami Tom, ti chiami Tom!" mi canzonarono.

Ero un Tom? No, ero io con un altro abito in prestito. 
"Tom è mio fratello!" sospirai e avrei voluto sbattergli i miei fusilli al pomodoro in faccia ma sulle mie guance paonazze scorrevano solo due grossi lacrimoni.

Ma la mensa era il regno di una vera regina, ossia la  meravigliosa cuoca gigante, tanto flatulenta quanto sagace.
Quella montagna vivente di odori di pasta fatta in casa, ragù di primizie, torte alle mele  mi chiamò a sè e mi abbracciò con le  braccia paffute che sapevano di quel risotto giallo  che ancora oggi ricordo con affetto.

"Sai cosa diceva un vecchio poeta inglese?  Cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo.  (W. Shakespeare - Romeo and Juliet)
Sai che significa? Che tu sei  una bellissima bambina, anche se  porti un bavaglino con scritto Tom!"
"Ma le principesse delle fiabe sono tutte bionde e non si chiamano Tom!" risposi io
"Anche le principesse hanno dei nomi brutti, pensa a Raperonzolo o una che si chiama principessa-sul-pisello!  Poi c'è  una principessa bellissima coi capelli  neri,  si chiama Biancaneve!"

E cominciai a sorridere e a vedere, con occhi di piccola donna, la bellezza tra le mille sfumature  delle discrepanze.

Grazie a quell'insegnamento luminoso, che conservo nel baule dei ricordi, ho cominciato a plasmare il mio carattere femminile.

E Shakespeare? Be  è diventato il mio mestiere.


post sonoro - una canzone a me molto cara:

 On my own di Nikka Costa




36 commenti:

  1. che bell'insegnamento ti ha dato questa cuoca dolce e paffuta! ciao tom!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. quelle persone che ti rimangono dentro involontariamente..

      Elimina
  2. Tenerissima.. sei proprio lo specchio mio. Mi hai fatto venire le lacrime perchè ho ricordi molto simili ai tuoi. Le principesse erano tutte bionde, vestite di rosa.. e io ero minuscola, nera, spettinata. Quasi sempre mettevo i vestiti di mio fratello maggiore, che non metteva più: blu, grigi, verdi, celesti. Non volevano giocare con me, perchè dicevano che ero 'troppo piccola' e dovevo andare all'asilo. Eppure ci sono le buone fate madrine che ti ricordano quanto principessa tu lo sia dentro, non certo se appari così solamente da fuori. Sei stupenda amica mia.. TVTTB!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. specchio specchio....quando verrai a bere la tisana di malva?
      bacioni da una betulla

      Elimina
  3. potevi essere una tommasina

    RispondiElimina
  4. La saggezza delle cuoche: la mia si chiamava Mirella ed era tanto grossa quanto buona. Io mi ricordo il suo abbraccio.... nessun'latro è stato mai così morbido!!! Ciao principessa...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non ricordo il nome della mia ma ricordo perfettamente le sue fattezze...
      un bacio

      Elimina
  5. Situazioni simili alle tue anch'io le ho vissute. Io ero sempre vestita in qualche maniera, con jeans e scarpe da ginnastica, abitavo in collina e a scuola ci arrivavo con pulman e poi a piedi. Mia madre non mi ha mai fatto indossare gonne, mi tagliava i capelli corti, invitava a casa mia i miei compagni maschi.
    È andata così anche alle elementari.
    Adesso ascolto le mie figlie, la prima così delicata e la seconda che non vuole mai tagliarsi i capelli.
    Come mamma ho cercato di ascoltare la loro natura, memore dei miei disagi da piccola...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la vita è la miglior scuola
      bacione!

      Elimina
    2. ecco le parole che stavo cercando!

      Elimina
  6. Io ho raccontato una storia analoga alla tua di me a carnevale, festa detestata perchè mai sono riuscita ad indossare il vestito da principessa o fatina o damina, insomma aereo, vaporoso, colorato e soprattutto...femminile. Mia madre era originale, troppo. Mi conciò da spaventapasseri...ti sembra normale? Una bimba biondina, con le lentiggini e i capelli lunghi e ricci...con la paglia nelle taschine della giacchina e il viso annerito con un turacciolo. Mi chiedo perchè le mamme a volte non pensano a come è difficile per un bambino il confronto con i coetanei... Baci...bellissima principessa Elo :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. forse le mamme sapevano che eravamo bimbe dal carattere forte...se non non l'avrebbero fatto...
      abbraccio amica sgarzolina

      Elimina
  7. Certo che anche tua madre...

    P.S. te lo dice una che ha fatto lo stesso visto che la figlia aveva perso il proprio bavaglino .-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mia madre mi ha sempre fatto crescere lungo strade veloci senza corsie di sorpasso......c'est la vie..
      a presto
      p.s. ricamale il bavaglino ......in frettissima!!!!

      Elimina
  8. hip hip urrà per la cuoca gigante e saggia!
    (e comunque son d'accordo: molto meglio tom che raperonzolo!;))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. era grande in tutti i sensi...

      Elimina
  9. Che donna questa cuoca!! una "cuoca" sprecata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. le persone semplici sono le più grandi, perchè amano la vita !!!

      Elimina
  10. Ho un premio per te...ti conosco da poco ma il tuo blog lo merita!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e io accetto con allegria mammagioiosa! è bello sapere che qualcuno si ricordi di te....poi però sono una poltrona e non continuo i premi...non voletemene (si scrive così??? bzzrrrrr) però ci sono tutti tuttissimi nella pagina la stanza dei premi.....
      bacione

      Elimina
  11. Risposte
    1. che onore un commento che non so cosa voglia dire!!!!

      Elimina
  12. Che bella storia!
    Io invece rigettavo l'immagine della principessa, che d'altra parte non mi si addiceva, dal momento che ero grassottella, che mia nonna - sarta - voleva cucirmi addosso.
    A carnevale ho chiesto di vestirmi da lupo cattivo e da diavolo. Il massimo della femminilità è stato il vestito da cappuccetto rosso!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. da diavolo e capuccetto ci sono passata anche io........
      un bacio

      Elimina
  13. Mi sono commossa leggendo il tuo post, forse anche perche' un pochino mi sono rivista...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. noi piccole crisalidi.......
      un bacione!!!

      Elimina
  14. Risposte
    1. actually i have to thank pinterest!!

      Elimina
  15. Le tue parole mi hanno fatto riflettere. Grazie. A presto, Ely.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. l'infanzia fa sempre pensare...

      Elimina
  16. Il tuo racconto mi ha riportato alla memoria momenti tragicomici della mia infanzia... Eh, sì, i bambini possono essere proprio crudeli! Oggi ringrazio di essere stata diversa da loro e di non aver mai infierito su nessuno.
    Grazie per aver condiviso questo tuo ricordo! E grazie indirettamente alla tua cuoca e a quelle persone che a volte incrociamo durante il nostro cammino e che ci lasciano una parola buona nel cuore!

    Mariangela ;-)

    P.S. Anch'io adoro "On my own". È una di quelle canzoni che sembra parlino di te.

    RispondiElimina
  17. è vero certe persone, anche se sconosciute, fanno gesti che ci rimangono nel cuore a vita...

    RispondiElimina

adoro i pensieri che seminate nel mio roseto...