12.3.15

un bimbo in cielo


C'era una ragazza che amava i bambini che sapevano di vento e cotone.
Si sposò ed ebbe due figli maschi di vento e cotone  ma monelli e veloci, come acquilotti che vogliono volare  con  soffici piumini sulle ali.


Un giorno decise che avrebbe allargato volentieri la famiglia ad una bimba di zucchero e lavanda e la bimba arrivò così in fretta che si perse nella pancia della mamma. Non trovò la sua culla e tornò in cielo a reclamare.






I bimbi di vento e cotone erano tristi e per un po'  accarezzarono la mamma nel suo nido.

Poi una sorpresa.  Nella famiglia arrivò un nuovo bimbo di zenzero e bolle di sapone.
Arrivava da molto lontano e portava un dono.  Un luminoso sorriso che portava in regalo dalla bimba nel cielo.
E quel sorriso lo porta ogni giorno e lo regala al mondo.
E chi lo vede si ricorda che chi sta in cielo non è poi così lontano.

7.3.15

calzini spaiati

Anche voi siete una generazione di calzini spaiati?  Noi si come potete vedere dalla foto dell'erede.
I miei nonni avevano due paia di calza, di lana grezza, quelli puliti e quelli sporchi. Se si sdrucivano li rammendavano, se erano irrecuperabili li mettevano come fodera nel cuscino.



Noi no, abbiamo tante paia di calze.  Io e mio marito, con una creatività da sasso, li abbiamo tutti neri ma si differenziano per peso, misura, altezza del bordino e altri minuziosi particolari.
A causa di questi minuziosi particolari mi capita di ricevere telefonate di mio marito in cui dice di essersi reso conto che i calzini sono di differente altezza (alle 5 del mattino non ci fa caso) e mi chiede se glielo vendo a tradimento  su ebay.   Aggiungo che tanto non lo dovrebbe vedere nessuno a meno che non finisca in un pronto soccorso ma in tal caso i calzini passerrebbero in secondo piano.
Io invece passo serate a cercare di accoppiarli con una lampada da dentista sulla testa.

Le calzine orfane finiscono invece in un cassettino dedicato a loro e hanno due mesi di tempo per riaccoppiarsi altrimenti.....ghigliottina....finiscono in pattumiera.

Le calzine rotte invece vengono ancora rammendate da me e da mio figlio che ama cucire. penso che in questo ci assomigliamo ... cerchiamo di mettere ordine nel mondo...il nostro.


26.2.15

delirio

Li ho abbandonati sulla porta di casa, lui e i nostri tre figli.
Ho lasciato che la porta dell'ascensore si chiudesse sul centesimo bacio di Tinetto che diceva "l'ultimo, l'ultimo!"; Milo in braccio a mio marito col suo pianto da tremesenne che implorava "ho fame santiddio, datemi sta tetta!".
Josefino che mendicava per la quarantesima volta un'ultima partita al game boy anche se la sua oretta domenicale era già sfumata abbondantemente.

Per  la prima volta ho osservato una scena, per me assolutamente normale, dall'esterno.
E ho pensato "che Delirio!".
Mi sono rivista come una semplice ragazzina che doveva provvedere solo a sè stessa e guardava con orrore le famiglie.
Urla, pianti, bavette, puzza di cacca, manine appiccicose, voci che andavano inascoltate in tutte le direzioni, bimbi che correvano intorno come mulinelli colorati, genitori stralunati, ricatti di bambini viziati. 
Osservavo, soddisfatta di non farne parte.

Poi la vita cambia e senza renderti conto diventi quel genitore stralunato.
L'amore x i tuoi bimbi dipinge  la vita con altri colori. 
Eppure é bastato vedere la porta dell'ascensore chiudersi sulla mia famiglia x fare un salto nel tempo e capire che la vita è bella in ogni momento, quindi meglio non giudicare.

Dove sono andata? 
Schiacciando ogni senso di colpa sotto gli stivalacci, sono andata a vedere la mostra del mio pittore preferito Giovanni Segantini. 
Era l'ultimo giorno e ho pure fatto due ore di coda al freddo ma ne é valsa la pena, perché ho pure stretto la mano della sua bisnipote Diana.

Perché il segreto di una mamma felice é soddisfare anche i propri desideri 
e un biberon di latte in polvere ogni tanto.

26.1.15

compleanno lucignoli

Tinetto è nato a Natale e non ha mai avuto una vera festa di compleanno, Josefino li compie a gennaio e ha già festeggiato assai.
Purtroppo capita involontariamente di agire in modo differente e queste piccole testoline intelligenti prima o poi te lo fanno notare...perciò bisogna imbottire il cuore, indossare pensieri di cotone  e con  tatto rimediare senza offendere nessuno.





Quest'anno ho trovato per caso un'asociazione che affitta una vecchia bocciofila a poco prezzo.
Non ho capito se l'associazione fosse cattolica, comunista, laburista ma chissenfrega.
All'ingresso c'è un bar pieno di vecchietti fumatori che giocano a carte e dietro hanno allestitto questo capannone scaldato con tavoli, tovaglie, calcetto e tantissimo spazio.
Bonaventura che è sempre all'oscuro delle mie imponderabili decisioni vede i vecchietti e mi chiede se è li che stiamo per dare una festa per i nostri figli. 
Certo!”  e iniziamo a ridere come due sedicenni.........non sarà geloso vero?

Io Josefino cominciamo a porre dolci, bibite, popcorn e tovaglie colorate sui tavoli e mio marito lui va a prendere Tinetto parcheggiato temporaneamente dalla nonna blacbloc, così non fanno danni.
Allestisco e cominciano ad arrivare i loro amichetti e le mie amichette (le loro mamme) e Bonaventura non arriva.  
Che sia scappato di casa?
 Ma non mi aveva detto “ vado a prendere le sigarette anche se non fumo”..... 
No, aveva detto “vado a prendere Tinetto”.
Mentre gonfio palloncini con le mie amiche i palloncini  mi rendo conto che gli arzilli ottantenni non ci hanno degnato di uno sguardo?  Siamo già da buttare? 
E finalmente Tinetto e papà sono arrivati.
Peccato che alle sette abbiamo dovuto rimpacchettare tutto e lasciare la sala ad un matrimonio.
Un matrimonio in una ex bocciofila?   Colpa della crisi.

19.1.15

patente

io:  allora ti sei ricordato ti invitare Nicola (la peste) al compleanno?
Josefino: certo mamma, ma non può venire xchè non ha la macchina
io:  per fortuna a 8 anni non possono ancora fare la patente....


18.12.14

parentesi

Questa è solo una parentesi tonda, o meglio una costola come quella che Adamo gentilmente si toglie per creare la sua Eva.
Ecco giusto una orribile metafora  per dirvi che nasce il diario di Agostino Pizzocheri, bimbo a basso impatto sociale.
Ma lascio che sia lui a presentarsi.

"Mi presento che se mi incontrate per strada potete chiamarmi per nome, tanto di bambini che si chiamano cos'ì ci sono solo io. Mi chiamo Agostino Pizzocheri, abito a San Giustino e amo le nuvole. Il mio nome non sa di niente, è come la minestra che cucina mia zia Isotta, ma vengo da una famiglia di nonni Agostini, quindi chiamarsi in un altro modo sarebbe stato alto tradimento.
San Giustino non si è mai visto al tg delle otto, neanche quando miss Valmadrera ha inaugurato il museo di scienze naturali, gran vanto del sindaco Cernieretti."

Beh se vi interessa anche lui visto che è mio parente, direi stretto stretto, quasi una costola questo è il link:

http://agostinopizzocheri.blogspot.it/


2.12.14

la pancia

Sotto la doccia mi guardo la pancia, la accarezzo, osservo che é ancora grossa, ma non così tanto.
E mi manca. Sento la sua assenza, il pezzo di me che si é staccato. 
La mia pancia sta dormendo in una culla e sta piangendo.
Ora ha un nome, una vita sua. 
E' la parte di me che lascio libera di girare il mondo,  dove meglio crede.
Ma ormai è staccata  e devo iniziare a farmene una ragione.





30.7.14

gioco tuo, soldi miei

source: pinterest
Certa gente ha sbagliato lavoro eppure persiste imperterrita per tutta la vita in una mansione che non fa con amore. Per vendere devi  avere cortesia,  un minimo di intelligenza per capire il cliente, e tanta apertura verso il genere umano. Se non ti fidi della gente, se in ogni acquirente vedi un possibile rompicoglioni pronto a derubarti potevi fare la spia oppure il becchino, tanto li i clienti non scappano.

Oggi io è josefino volevamo  comprare un regalino per il fratello Tinetto che é stato malato (una cosa da ospedale che si è risolta in una settimana, vi spiegherò più avanti).
Siamo entrati mano nella mano In un piccolo negozio vendi-tutto e ci ha accolto una signora  coi capelli alla Sandra Milo, espressione da Bulldog e odore di casa anni '60.