28.5.18



Ogni fatica di cui puoi andar fiero è il risultato di una levataccia e un sogno.
Questo è il mio.





http://www.sperling.it/libri/le-voci-delle-betulle-eloisa-donadelli

26.12.17

Agostino Pizzoccheri





Agostino Pizzoccheri e la biomagia
Ed. Il Ciliegio
di Eloisa Donadelli


Il mio libro.

Io l'ho appena ricevuto, fresco come un uovo di gallina di mia suocera.
Per voi in libreria dal 25 gennaio. 


Ps. Non è roba per grandi.
Libro ad alto tasso di biomagia.🔮

17.10.17

La vicina di soffitta

La signora che abita nella antica soffitta vicino alla mia, va al lavoro in macchina, variabile ordinaria. 
Il suo posto di lavoro è dietro casa, variabile difettosa. Talmente dietro casa che, se si affaccia dalla finestra del bagno con la finestra tonda, puó controllare se ha dimenticato la borsa della spesa sulla scrivania. E comunque a piedi sarebbe più veloce. 

Ma lei, di veloce, fa solo la spesa, un take away all'americana, che non le tocca fare chiacchiere inutili sul tempo e le tasse. 
Sta in macchina, e scende quel secondo frettoloso davanti al panettiere e al fruttivendolo e al macellaio che tanto a quell'ora i vigili battono un'altra zona. 
La mia vicina di soffitta ha una macchina splendente e volendo, sempre dalla finestra del bagno, puó aprire la portiera a distanza e il garage col telecomando. E sono particolari fondamentali per iniziare la giornata in zona comfort, con quell'aria snob che la contraddistingue. 
Sotto casa c'è il senso unico e deve fare il giro lungo, per questo puó allungare il percorso di una minuzia scandalosa.
La vicina di soffitta non puó arrivare tardi, perchè è il capo e sa guardare solo avanti, come chi ha la cervicale. Per questo si dimentica di salutare le persone. 
La signora, nell'antica soffitta vicino alla mia, chiude le finestre perchè ha paura dei pipistrelli e vive un po' sola. 
Credo che il suo tragitto compulsivo le faccia compagnia.

2.9.17

Pipìscina


Ci sono quelle che studiano  l'acqua mezz'ora, poi si bagnano fino all'ombelico sbattendo le braccia come uccellini implumi ed escono. Hanno fatto la pipì in vasca. 
Ci sono quelli che quando escono si sistemano il boxer sul davanti e fischiettano. Hanno appena fatto la pipì in vasca.
Ci sono i bimbi Duracell che fanno su e giù dal trampolino, poi si fermano angelici per trenta secondi e rivanno a tuffarsi con più adrenalina di prima.  Hanno appena fatto pausa pipì in vasca.
Ci sono quelle schizzinose che accompagnano i figli in piscina per sconfiggere la canicola, hanno la piega fresca da parrucchiere e non si bagnano neanche morte.  In passato hanno fatto la pipì in vasca.
Poi c'è mio figlio che si abbassa i boxer sul bordo piscina, fa uno zampillo fotonico e urla a pieni polmoni: mamma, pipì, pipì.
E io,  lì mi eclisso. 


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16.8.17

Il ritorno dalle vacanze

Devi preparare le valigie, lasciare 40 gradi e tornare sui cuccuzzoli a smazzarti la grandine. Perchè la montagna ha pensato bene ci farti un preludio invernale ad agosto, giusto per mettertela in quel posto. Comunque ti tocca, e ti rendi conto che c'è stato un miracolo, la moltiplicazione dei vestiti che incombono come un torre di Babele sulla valigia. Chiedi allora al vicino di stanza più spallato che alto, di sedercisi sopra per chiuderla. Ecco allora che cominci a riempire il primo strato del bagagliaio. La macchina, ti guarda preoccupata e con le occhiaie. Il secondo strato lo lasci all'ombrellone a pois blu, le pinne sfiancate, la sdraio militare, i milioni di giochi da spiaggia. Poi nel poco spazio rimasto infili le scatoline con le conchiglie, la stella marina fucsia e il povero paguro bernardo finito tra le mani dei miei figli.
È quasi finita e saluti i meravigliosi amici pugliesi che, essendo gente di cuore, ti hanno preparato ceste di frutta e verdura nell'orto. Ecco allora l'ultimo strato, a dare al bagagliaio quel tocco di gitano-alluvionato alla macchina.
Baci e abbracci e un po' di malinconia agli abitanti della masseria. Loro intercettano il tuo sguardo bramoso verso la torta zebrata. Te la incartano immediatamente, tanto so' gentili. Continui a salutarli, baciarli sulle guance, perchè poi ti tocca stare tutto l'inverno con caproni. Ti siedi con la torta sulla pancia e le ginocchia in bocca. Chiudi la portiera. Si ricordano all'ultimo che ami le piantine e ti regalano un mazzo di menta piperita che ti spalmerai sulle punture di zanzara e l'aloe da ripiantate, perchè l'ultima è morta di stenti. Le infili nelle taschine della portiera. L'auto ora sembra un tiramisù con in cima un orto botanico. Getti un'occhiata e percepisci altro spazio vitale. Certo, mancano i figli. Li chiami e ti arrivano con un gattino. "No, bimbi, o voi o il gatto!"
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13.8.17

18 luglio 1987, alluvione in Valtellina

Ero una bimba e i grandi ci vennero a riprendere  da un campo dell'oratorio in Valchiavenna colmo di pioggia. Quel giorno splendeva finalmente il sole, sul mio paese trasfigurato. 
Vidi acqua e fango ristagnare sull'asfalto e i marciapiedi, una sfumatura vulcanica senza senso. Poi la piazza principale, su cui si affacciava il terrazzino dei miei nonni, invasa da mezzi di soccorso e troupe televisive.
Vedere quello che non ti aspetti, la normalità trasfigurata fa salire il fango nello stomaco, anche se sei piccola e nessuno ti spiega le cose come stanno. Riassumevano tutti con 'ha piovuto' e facevano spallucce.
Allora ascoltai le voci dei grandi.
”Ussignur, la montagna è caduta, a volte capita e chi stava sotto ci è rimasto!"
"Sant Antonio Morignone è tutta coperta dall'acqua, spunta solo il campanile."
"Tutti sotto."
"E l'albergo a Tartano!"
"Ferito in mezzo. Nel ventre."
"Te lo ricordi lui? Io no. Io si, aveva anche i figli."
E tanti sospiri.
E poi la paura reale.
Paura dell'inevitabilitá, dell'essere nudi di fronte agli eventi, della precarietà della vita gracile, del destino  che salva qualcuno per prendersi il vicino.
Lo ricordo bene,  l'incertezza e il vuoto si aggrovigliarono dentro e lasciarono una traccia liquida che non si è mai impermeabilizzata.


11.7.17

e il cellulare...

Io sono una di quelle mamme-pozzo-di-San-Patrizio, ho mille pensieri per la testa e non ne concludo uno, un milione di cose da fare e le faccio male perché dimentico sempre di pagare le bollette, giro tenendo un figlio per mano e rincorro gli altri due urlando, mi cadono sempre le decine di oggetti che tengo in mano contemporaneamente.  Insomma ho una vita da funambola.
Ora temo che il cellulare  abbia preso vita propria, si accende e si spegne da solo, va in blocco, cancella le foto più decenti e i ricordi dei bimbi, invia messaggi che poi mi fa fare di quelle figure di merda pazzesca, va in blocco  quando mi serve assolutamente, si mette il silenziatore quando lo perdo in casa e lo ritrovo dopo tre giorni nelle scarpe  di mio figlio e altre performance degne di possessione.

Ecco questo per dire, ma questo risveglio di coscienza non poteva averlo il ferro da stiro? 


26.6.17

vacanza al lazzaretto

by Arkell Julie foto da pinterest

In un paesello sul lago di Como c'e un ospedale piccolo ma dignitoso. Piccolo tanto da avere vari reparti attivi e funzionanti.

Qui ho partorito i miei bimbi e qui ho ricoverato mio figlio che si é preso un virus antipatico preso da un uovo.
Per l'esattezza l'hanno appena dimesso, intrecciando la permanenza con le vacanze marine prenotate a gennaio.
Non so se potete capire ma noi di montagna attendiamo la settimana al mare come lo zucchero sui muffir colorati.   E' la ciliegina sulla torta di un anno di lavoro. Ma quest'anno l'albergo era vista lago,  con menù prevalente di purè e pastina.  Lo spazio vitale gentilmente concesso era di  venti metri e non si poteva oltrepassare la porta x problemi di infettività. Insomma vacanza al lazzaretto 2.0.

12.3.15

una bambina volata in cielo


C'era una ragazza che amava i bambini che sapevano di vento e cotone.
Si sposò ed ebbe due figli maschi di vento e cotone,  ma monelli e veloci come aquilotti che vogliono volare  con  soffici piumini sulle ali.

Un giorno decise che avrebbe allargato volentieri la famiglia ad una bimba di zucchero e lavanda e la bimba arrivò così in fretta che si perse nella pancia della mamma. Non trovò la sua culla e tornò in cielo a reclamare.






I bimbi di vento e cotone erano tristi e per un po'  accarezzarono la mamma nel suo nido.

Poi una sorpresa.  Nella famiglia arrivò un nuovo bimbo di zenzero e bolle di sapone.

Arrivava da molto lontano e portava un dono.  Un luminoso sorriso che portava in regalo dalla bimba nel cielo.

E quel sorriso lo porta ogni giorno e lo regala al mondo.

E chi lo vede si ricorda che chi sta in cielo non è poi così lontano.

7.3.15

calzini spaiati

Anche voi siete una generazione di calzini spaiati?  Noi si come potete vedere dalla foto dell'erede.
I miei nonni avevano due paia di calza, di lana grezza, quelli puliti e quelli sporchi. Se si sdrucivano li rammendavano, se erano irrecuperabili li mettevano come fodera nel cuscino.



Noi no, abbiamo tante paia di calze.  Io e mio marito, con una creatività da sasso, li abbiamo tutti neri ma si differenziano per peso, misura, altezza del bordino e altri minuziosi particolari.
A causa di questi minuziosi particolari mi capita di ricevere telefonate di mio marito in cui dice di essersi reso conto che i calzini sono di differente altezza (alle 5 del mattino non ci fa caso) e mi chiede se glielo vendo a tradimento  su ebay.   Aggiungo che tanto non lo dovrebbe vedere nessuno a meno che non finisca in un pronto soccorso ma in tal caso i calzini passerrebbero in secondo piano.
Io invece passo serate a cercare di accoppiarli con una lampada da dentista sulla testa.

Le calzine orfane finiscono invece in un cassettino dedicato a loro e hanno due mesi di tempo per riaccoppiarsi altrimenti.....ghigliottina....finiscono in pattumiera.

Le calzine rotte invece vengono ancora rammendate da me e da mio figlio che ama cucire. penso che in questo ci assomigliamo ... cerchiamo di mettere ordine nel mondo...il nostro.


26.2.15

delirio

Li ho abbandonati sulla porta di casa, lui e i nostri tre figli.
Ho lasciato che la porta dell'ascensore si chiudesse sul centesimo bacio di Tinetto che diceva "l'ultimo, l'ultimo!"; Milo in braccio a mio marito col suo pianto da tremesenne che implorava "ho fame santiddio, datemi sta tetta!".
Josefino che mendicava per la quarantesima volta un'ultima partita al game boy anche se la sua oretta domenicale era già sfumata abbondantemente.



Per  la prima volta ho osservato una scena, per me assolutamente normale, dall'esterno.

E ho pensato "che Delirio!".
Mi sono rivista come una semplice ragazzina che doveva provvedere solo a sè stessa e guardava con orrore le famiglie.
Urla, pianti, bavette, puzza di cacca, manine appiccicose, voci che andavano inascoltate in tutte le direzioni, bimbi che correvano intorno come mulinelli colorati, genitori stralunati, ricatti di bambini viziati. 
Osservavo, soddisfatta di non farne parte.



Poi la vita cambia e senza renderti conto diventi quel genitore stralunato.

L'amore x i tuoi bimbi dipinge  la vita con altri colori. 
Eppure é bastato vedere la porta dell'ascensore chiudersi sulla mia famiglia x fare un salto nel tempo e capire che la vita è bella in ogni momento, quindi meglio non giudicare.



Dove sono andata? 

Schiacciando ogni senso di colpa sotto gli stivalacci, sono andata a vedere la mostra del mio pittore preferito Giovanni Segantini. 
Era l'ultimo giorno e ho pure fatto due ore di coda al freddo ma ne é valsa la pena, perché ho pure stretto la mano della sua bisnipote Diana.



Perché il segreto di una mamma felice é soddisfare anche i propri desideri e un biberon di latte in polvere ogni tanto.

26.1.15

compleanno lucignoli

Tinetto è nato a Natale e non ha mai avuto una vera festa di compleanno, Josefino li compie a gennaio e ha già festeggiato assai.
Purtroppo capita involontariamente di agire in modo differente e queste piccole testoline intelligenti prima o poi te lo fanno notare...perciò bisogna imbottire il cuore, indossare pensieri di cotone  e con  tatto rimediare senza offendere nessuno.





Quest'anno ho trovato per caso un'asociazione che affitta una vecchia bocciofila a poco prezzo.
Non ho capito se l'associazione fosse cattolica, comunista, laburista ma chissenfrega.
All'ingresso c'è un bar pieno di vecchietti fumatori che giocano a carte e dietro hanno allestitto questo capannone scaldato con tavoli, tovaglie, calcetto e tantissimo spazio.
Bonaventura che è sempre all'oscuro delle mie imponderabili decisioni vede i vecchietti e mi chiede se è li che stiamo per dare una festa per i nostri figli. 
Certo!”  e iniziamo a ridere come due sedicenni.........non sarà geloso vero?

Io Josefino cominciamo a porre dolci, bibite, popcorn e tovaglie colorate sui tavoli e mio marito lui va a prendere Tinetto parcheggiato temporaneamente dalla nonna blacbloc, così non fanno danni.
Allestisco e cominciano ad arrivare i loro amichetti e le mie amichette (le loro mamme) e Bonaventura non arriva.  
Che sia scappato di casa?
 Ma non mi aveva detto “ vado a prendere le sigarette anche se non fumo”..... 
No, aveva detto “vado a prendere Tinetto”.
Mentre gonfio palloncini con le mie amiche i palloncini  mi rendo conto che gli arzilli ottantenni non ci hanno degnato di uno sguardo?  Siamo già da buttare? 
E finalmente Tinetto e papà sono arrivati.
Peccato che alle sette abbiamo dovuto rimpacchettare tutto e lasciare la sala ad un matrimonio.
Un matrimonio in una ex bocciofila?   Colpa della crisi.

19.1.15

patente

io:  allora ti sei ricordato ti invitare Nicola (la peste) al compleanno?
Josefino: certo mamma, ma non può venire xchè non ha la macchina
io:  per fortuna a 8 anni non possono ancora fare la patente....


2.12.14

la pancia


Sotto la doccia mi guardo la pancia, la accarezzo, osservo che é ancora grossa, ma non così tanto.
E mi manca. Sento la sua assenza, il pezzo di me che si é staccato. 
La mia pancia sta dormendo in una culla e sta piangendo.
Ora ha un nome, una vita sua. 
E' la parte di me che lascio libera di girare il mondo,  dove meglio crede.
Ma ormai è staccata  e devo iniziare a farmene una ragione.





30.7.14

gioco tuo, soldi miei

source: pinterest
Certa gente ha sbagliato lavoro eppure persiste imperterrita, per tutta la vita, in una mansione che non fa con amore. Per vendere devi  avere cortesia,  un minimo di intelligenza per capire il cliente, e tanta apertura verso il genere umano. Se non ti fidi della gente, se in ogni acquirente vedi un possibile rompicoglioni pronto a derubarti potevi fare la spia oppure il becchino, tanto li i clienti non scappano.


Ecco, per dire che oggi, io è Josefino, volevamo  comprare un regalino per il fratello Tinetto che é stato malato.
Allora siamo entrati mano nella mano.  In un piccolo negozio vendi-tutto dove ci ha accolto una signora  coi capelli alla Sandra Milo, espressione da Bulldog e odore di casa anni '60.


25.6.14

Giovanna d'Arco ? No, terzo figlio maschio.

"Complimenti!"
"Che coraggio!"
"Ma che bravaaaaaa!" (con 22 a)
"Ti stimo ma non ti invidio!"
"Ti meriti un premio! Wow!"
...e tante pacche sulle spalle, e tanti sguardi di compiacimento....

font: pinterest
pensate che mi stia arruolando nei lanzichenecchi?
pensate che mi stia accingendo per qualche record femminile sul K2?


5.4.14

capelli d'angelo

Quando Josefino mi tira la manica significa che sta per buttarmi addosso tutti i suoi minuscoli e gommosi problemi. 
"Mamma sai che non mi vergogno più dei miei capelli?  Ora posso anche togliermi la cuffia!" mi ha detto ieri.
"E da quando ti vergogni dei tuoi capelli?  Sono bellissimi"
immagine reperita da googlesearch

27.3.14

Ma perchè?

Ora della nanna a casa alpina, le luci si spengono e Josefino si accende....

"Ma perchè il sole non si muove come la terra?"
"Ma cosa è lo spazio-temporale?"
"Ma è vero che 15 minuti fanno 900 secondi?"

"Guarda Josefino queste cose le sanno le persone molto intelligenti e io e il papà non rientriamo in questa categoria, se proprio vuoi una risposta domani chiamo mio cugino astrofisico e gli chiedo di spiegartele, ma non puoi aspettare almeno di fare la terza elementare?  e a proposito l'hai messo il pannolino?"

"Ma mamma io devo sapere, devo sapere!"
"Mamma, ma è vero che...!"

"Josefino devi dormire, dai leggiamo questa favola sulle volpi e l'uva."

"Ma se i cacciatori mettono la tagliola poi la volpe non verrà più?"

"Bè quella volpe di sicuro no, ma mi auguro che le abbiano vietate...sono così crudeli!"

"Le hanno vietate?  Ma io ne volevo una per Babbo Natale così riesco a incontrarlo..."

Ecco questo è mio figlio, particolarmente dotato in ambito matematico (e non si capisce da quali geni abbia attinto).....particolarmente splatter (stessi geni dello zio Pom) ..... gran piscione (geni che rientrano perfettamente nel dna di famiglia).

13.2.14

baricentri

Ci sono scelte che spostano il baricentro  della mia anima.