30.7.14

gioco tuo, soldi miei

source: pinterest
Certa gente ha sbagliato lavoro eppure persiste imperterrita, per tutta la vita, in una mansione che non fa con amore. Per vendere devi  avere cortesia,  un minimo di intelligenza per capire il cliente, e tanta apertura verso il genere umano. Se non ti fidi della gente, se in ogni acquirente vedi un possibile rompicoglioni pronto a derubarti potevi fare la spia oppure il becchino, tanto li i clienti non scappano.


Ecco, per dire che oggi, io è Josefino, volevamo  comprare un regalino per il fratello Tinetto che é stato malato.
Allora siamo entrati mano nella mano.  In un piccolo negozio vendi-tutto dove ci ha accolto una signora  coi capelli alla Sandra Milo, espressione da Bulldog e odore di casa anni '60.




Abbiamo  osservato con perizia chirurgica le scatole  di lego, incerti  se prendere una simpatica ricostruzione di bosco con confezione viola o un mostro stile Alien.
Subito lei  si è appollaiata, come un avvoltoio che alita tanfo alle   spalle, tra  me e un'altra mamma con due gemellini. Ci ha scrutati con aria indigesta e supponente.
Nel frattempo sudava perché continua a volgere la testa di qua è di la manco fossimo ad un concerto degli Stones.
Poi si rivolge alla mamma gemellare con malcelato buonismo: "ma signora i figli non avevano preso delle bustine con i giochini, non le vedo più ?"
LA mamma giustamente nega e diventa paonazza, perchè mai le passerebbe per la mente di rubare
Nel frattempo io appoggio alla cassa il pacchettino contenente una deliziosa casetta di montagna  in confezione viola.
"Signora posso cambiarlo se non piace a mio figlio?"
" Ma, preferirei di no, perché poi magari, forse, insomma, no!"
"Scusi non ho capito il perché..."
"Perché se apre la confezione non posso più venderlo."
"Questo lo so anche io, mi pare naturale e lo capisco!"  Rispondo con ottimismo.
"E comunque se pensa già ora che al bambino non piaccia  può sempre sceglierne un altro.  Così va sul sicuro e non deve cambiarlo!"  risponde con tono Rottermaier.
"Perché mamma non lo prendiamo?"  incalza triste mio figlio
"Perchè non ce lo cambia anche se è un nostro diritto. E visto  che  il gioco appartiene alla signora, rispettiamo la sua opinione  e lo lasciamo comprare a qualcun altro.  I soldi, invece,  sono nostri e scegliamo di destinarli a qualcun altro!"
Ed esco a mani vuote con l'approvazione tacita della mamma dei due gemellini, che quasi quasi le bustine se le mangia.








"Certo, le ho appoggiate alla cassa per pagare!" 

Risponde la mamma guardandomi con sguardo complice e perplesso!  Io  scuoto la testa  cogliendo al volo i suoi pensieri.


"Vede, penso che gli piacerà ma non si sa mai, è un bambino figlia di una società che associa certi colori alle femmine.  Non che io voglia imporgli certe scelte, mi chiedevo solo se ci fosse uno spiraglio di libero arbitrio tra queste mura!"

I pensieri della signora diventano strabici, e si focalizzano sul non cambiare un oggetto uscito dal suo negozio.  Non riesco a farle capire che lo lascerei intonso.
"Ma non ho mai sentito niente del genere! Guardi scelga qualcos'altro e facciamo prima" ringhia
"Facciamo prima così invece,  non lo prendo!" rispondo con gentilezza

8 commenti:

  1. Hai fatto benissimo!!!!
    Un bacio
    Adriana

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  2. Mai sentita una cosa simile...Come fa a mantenere aperto il negozio con quel carattere....ciao ciao e buona giornata.

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  3. ciao! con i bambini si deve essere SEMPRE sorridenti! dillo alla signora bull dog anche da parte mia!

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  4. eh si, che hai fatto bene... il diritto è un diritto e deve essere rispettato...

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  5. Una venditrice nata!!
    Qui cambiano tutto, senza domande in leggerezza. Dopo la maleducazione dei commessi francesi i sorrisi degli americani mi sembrano perfino troppo...;)

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  6. Che persona maleducata, hai fatto benissimo, non credo venda molto nel suo negozio, un caro saluto, hai trovato poi il regalino..

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  7. pienamente d'accordo.. anche io l'avrei lasciato li il gioco..purtroppo la frustrazione delle persone si manifesta spesso così... poi dicono che i clienti stressano.. certo che se non ci si mette neanche la pazienza iniziale è un attimo a dire che per una domanda il cliente rompe le scatole..
    Sono stata cliente e a volte anche "negoziante".. la gente mi rispondeva sgarbatamente e visto che pagava credeva di potersi permettere di poter fare tutto quello che le pareva... ma a te che sei stata educata e gentile un simile comportamento è inspiegabile.. e dai..pazienza .. ha perso una cliente e ne perderà altre.. tu sei stata ancora buona e gentile... conosco persone che l'avrebbero trattata peggio..ehehehe e adesso chiudo se no ti faccio un poema .. Buona giornata!! :-)

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  8. Hai fatto bene, brava!Ottima lezione per tuo figlio, tra l'altro.

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adoro i pensieri che seminate nel mio roseto...